Oggi a Genova 

Ericsson, la protesta arriva al Salone: 131 posti a rischio e l’unità Ottica verso la chiusura

In piazzale Kennedy sciopero e presidio dei lavoratori. Sonia Montaldo, segretaria generale di Slc Cgil Genova, chiede al Governo di intervenire e all’azienda di ritirare la procedura. Presenti anche Marco Bucci e Silvia Salis che si sono fermati a parlare coi lavoratori

La vertenza Ericsson è arrivata al Salone Nautico, nel giorno dell’apertura della manifestazione. In piazzale Kennedy i lavoratori hanno manifestato contro la procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 131 dipendenti della sede genovese. Per la giornata è stato proclamato uno sciopero di quattro ore.

Sonia Montaldo, segretaria generale di Slc Cgil Genova, contesta il futuro riservato alle attività di ricerca e sviluppo e all’unità Ottica. «L’azienda ci ha detto che non si tratta di una delocalizzazione, ma che il prodotto realizzato qui a Genova non verrà più fatto. Da quello che abbiamo capito, vuole puntare su altre tecnologie, senza averci spiegato con precisione quali, e investire su queste attività in altri Paesi. Ci chiediamo perché non investire proprio a Genova, dove ci sono professionalità competenti e preparate. È possibile licenziare 131 persone dall’oggi al domani?»

La sindacalista chiede che la procedura venga ritirata e che si apra un confronto sulle alternative. «Stiamo coinvolgendo le istituzioni, i parlamentari e il Governo perché una decisione di questa portata non può passare senza una risposta. Chiediamo che si valutino soluzioni per tutelare i lavoratori e le competenze del sito. A nostro avviso non è stata rispettata la procedura di comunicazione preventiva prevista dalla legge: anche su questo chiediamo che siano fatti gli accertamenti necessari».

La norma richiamata da Montaldo disciplina alcune chiusure di sedi o reparti accompagnate da almeno 50 licenziamenti e si applica ai datori di lavoro che abbiano avuto in media almeno 250 dipendenti nell’anno precedente. L’effettiva applicabilità al caso Ericsson e il rispetto degli obblighi previsti dovranno essere verificati nelle sedi competenti.

Anche Uil Liguria e le categorie sindacali hanno partecipato alla manifestazione. Il segretario generale Riccardo Serri denuncia la mancanza di dialogo e accusa la multinazionale di non rispettare le competenze e il contributo del territorio. «Non si può parlare di rilancio dell’industria se si lascia campo libero a chi pensa solo al profitto», afferma, chiedendo a Regione, Comune e Governo di intervenire.

La Cisl Liguria chiede al Governo di intervenire per tutelare i posti di lavoro Ericsson a Genova e conoscere il piano industriale per il sito, in vista del tavolo del 5 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. «La vertenza non può chiudersi con una riduzione dell’occupazione: vanno salvaguardate ricerca, competenze e investimenti».

La procedura è stata avviata l’11 settembre e interessa 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. Il piano aziendale prevede la chiusura dell’intera unità dedicata all’Ottica e il ridimensionamento di altre attività di ricerca e sviluppo. Ericsson ha indicato tra le ragioni la contrazione del mercato italiano delle telecomunicazioni e una revisione più ampia delle strategie di gruppo.

Al presidio erano presenti anche il presidente della Regione Marco Bucci e la sindaca Silvia Salis. I lavoratori hanno chiesto ai rappresentanti del Governo attesi al Salone di fermarsi a parlare con loro. «Ci aspettiamo che scendano dalle auto, che vengano a incontrare i lavoratori e ci aiutino in una vertenza così difficile», ha detto Montaldo, chiedendo sostegno per evitare i licenziamenti.

Il presidente della Regione Marco Bucci ha chiesto garanzie sul futuro del sito genovese: «Vogliamo la conferma che rimangono qua» e che le attività cancellate siano sostituite da nuove divisioni di prodotto.

La sindaca Silvia Salis ha espresso solidarietà ai 131 lavoratori coinvolti nella procedura di licenziamento e ha chiesto garanzie per il futuro della sede di Erzelli e degli investimenti Ericsson a Genova. «Se l’azienda non cambierà posizione, lavoreremo con le imprese e le istituzioni per aiutare i dipendenti a ricollocarsi e trattenere in città competenze che non possiamo perdere», ha dichiarato.

Il prossimo confronto è fissato per lunedì 5 ottobre alle 16.30 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al tavolo sono convocati l’azienda, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali; al centro dell’incontro ci saranno le prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento genovese.


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